|
L’amianto è stato utilizzato in molte forme e senza rendersi adeguatamente conto dei rischi, fino a tutti gli anni ’80 del secolo scorso; attualmente, da un uso in molti casi incosciente si è passati a una demonizzazione altrettanto impropria, per cui basta una piccola tettoia in ondulato di Eternit per chiudere asili o scuole, far intervenire i pompieri e simili.
In realtà la nocività dell’amianto è legata alla dispersione in aria delle sue fibre: queste entrano nei polmoni, e avendo una conformazione ad ago, spesso restano bloccate negli alveoli dove provocano lo sviluppo di processi irritativi che possono alla lunga sfociare in forme tumorali (mesotelioma). È opportuno sottolineare che i materiali a base di amianto, che siano sufficientemente integri da non causare il rilascio di fibre, non sono pericolosi; la loro rimozione, comportando inevitabilmente la possibilità di rotture, crea invece oggettivamente situazioni di pericolo.
In questi casi sono da raccomandare processi di incapsulamento superficiale, che si realizzano trattando “in situ” i manufatti a base di amianto con prodotti penetranti e ricoprenti; questi inglobano le fibre entro una struttura solida e compatta, formando inoltre una pellicola protettiva sulla superficie esterna.
Le modalità di esecuzione di questo trattamento sono previste anche dalla legge italiana, tanto che sono dettagliatamente descritte nel D.M. 6/12/1996 (“Normative e metodologie relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”).
Una interessante innovazione nel settore di questi trattamenti è stata recentemente annunciata dalla ditta francese IR & Amiante, che ha messo a punto una dispersione acquosa di sostanze minerali, tensioattivi e prodotti complessanti, in grado di formare entro 24 ore dall’applicazione un rivestimento minerale insolubile, resistente agli acidi e dotato di caratteristiche ignifughe. Il nuovo trattamento, applicabile anche a materiali molto friabili, è già stato brevettato su scala mondial e verrà prossimamente commercializzato dalla ditta IR & Amiante.
|